In Rilievo

Comunicato sulla delibera della Giunta Regionale Umbra n. 467 del 10/06/20

In merito alla delibera, della giunta regionale umbra, N. 467 del 10/06/2020 riguardo le linee di indirizzo per le attività sanitarie nella fase 3

Il Segretariato Italiano Studenti di Medicina – Sede Locale di Perugia 

conformemente ai valori propri dell’Associazione, in accordo con i propri principi statutari e con i propri Policy Statement “Diritto alla Salute e Accesso alle cure” e “Promozione dell’Equità tra i Generi e contrasto alla Violenza di Genere” intende esprimere la propria preoccupazione in merito ai risvolti che essa potrà avere in futuro sulla salute della popolazione.

 

In tale delibera “si dispone il superamento delle indicazioni previste dalla DGR 1417 del 4 dicembre 2018 “interruzione volontaria di gravidanza con metodica farmacologica” relativamente all’opportunità di somministrare la RU486 in regime di ricovero in day hospital. Infatti le indicazioni ministeriali del 24 giugno 2010 “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza” e i pareri del Consiglio Superiore di Sanità del 18 marzo 2004, del 20 dicembre 2005 e del 18 marzo 2010 ribadiscono la necessità di “regime di ricovero ordinario”. Questa decisione è stata presa dalla giunta regionale con la motivazione di  tutelare la salute delle donna: il regime di ricovero permetterebbe di monitorare possibili effetti avversi e complicanze dovute all’assunzione della suddetta pillola Ru486 ed intervenire tempestivamente. [1] 

 

In quanto futuri professionisti della salute riteniamo necessario esporre quali riflessioni, basate su evidenze scientifiche, ci hanno portato alla stesura di questo comunicato.

 

Tra le motivazioni che hanno portato a questa delibera ritroviamo il preservare la salute della donna viste le complicanze che possono sorgere dopo l’assunzione della pillola ma, come scritto nella relazione ministeriale specificatamente indirizzata all’analisi dell’interruzione di gravidanza con mifepristone e prostaglandine, nel 96,89% dei casi la procedura risulta essere esente da complicanze immediate e nel 92,86% dei casi da complicanze tardive.[2] 

 

Le complicanze, uno dei principali motivi di questa delibera, sono fortunatamente in percentuale limitata e la riospedalizzazione di queste pazienti costerebbe comunque meno del ricovero di tutte le donne che si sottopongono alla procedura.[2]

 

La delibera va in direzione contraria a quanto richiesto dalla Società italiana di Ginecologia e Ostetricia, che si era espressa a favore dell’aborto farmacologico per tutelare le donne ed evitare di congestionare i presidi sanitari. Questo anche alla luce dell’emergenza coronavirus e degli studi che testimoniano, sulla base di evidenze scientifiche, la sicurezza e l’efficacia della pillola Ru486[3][4]. 

 

Crediamo che sia necessario valutare quanto un ricovero forzato di 3 giorni possa impattare negativamente sullo stato psicologico delle pazienti, probabilmente già messo a dura prova dalla scelta stessa di procedere ad un’interruzione volontaria di gravidanza. Inoltre, nell’attuale delibera, non viene previsto nessun tipo di supporto psicologico che potrebbe ipoteticamente giustificare la durata del ricovero e il relativo monitoraggio.

 

Infine, dato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”,[5] riteniamo che per tutelare efficacemente la salute della donna bisogna non solo garantire una prestazione medica di qualità e basata sulle evidenze scientifiche più aggiornate, ma anche tutelarne il benessere psicologico dandole la possibilità di poter compiere una scelta libera e informata e, di conseguenza, difenderne il benessere sociale tramite il rispetto dei suoi diritti e della sua autodeterminazione.

 

Il SISM Perugia prende le distanze da questa ordinanza che vede limitare quelle che sono la libertà della donna e la possibilità di affrontare un percorso non semplice in un ambiente ed un contesto sicuro per la persona stessa, qualunque esso sia.

 

18 Giugno 2020

 

La commissione locale SISM – Perugia

 

Bibliografia:

[1]http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato4951029.pdf

[2]http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1938_allegato.pdf

[3]https://www.sigo.it/comunicati-stampa/ivg-i-ginecologi-italiani-favorevoli-a-un-maggior-ricorso-allaborto-farmacologico-durante-lemergenza-covid-19-a-tutela-della-salute-e-dei-diritti-delle-donne-cosi-come-previsto-da/

[4]https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29974571/ 

[5]http://www.salute.gov.it/portale/rapportiInternazionali/dettaglioContenutiRapportiInternazionali.jsp?lingua=italiano&id=1784&area=rapporti&menu=mondiale#:~:text=Secondo%20la%20Costituzione%20dell’OMS,assenza%20di%20malattie%20o%20infermit%C3%A0%E2%80%9D